Hands off
Interactive project (1998)

Hands off (shockwave)
light version (flash)





Progetto interattivo di 8 ambienti
con dinamiche sonore/visive
 
Bit (thoughts) tickled by the mouse (action) to generate dynamic feelings under the perceptive theresold of the loop.
Sensitive surfaces for the (art) user's interaction. Hands off, my hands, the extension of my thoughts. To touch, to be touched, my hands express my body, my desires. The multiplied action of the behaviour generates anatomic parts recognizable by our erotic imaginary.

 
Bit (pensieri) sollecitati attraverso il mouse (azione) per generare ambienti dinamici sotto la soglia percettiva del loop. Superfici sensibili all’interazione del fruitore. Hands off, le mie mani, estensione dei miei pensieri. Toccare, essere toccati, le mie mani esprimono il mio corpo, i miei desideri. L’azione moltiplicata dell’agire genera parti anatomiche riconoscibili del nostro immaginario erotico.  


Real /
Virtual
Architettura interattiva ed
Interfacce digitali interattive.

The inspiration for Hands_off interface is the interactive wall of IMA 'Istitut du Monde Arabe' in Paris, designed by Jean Nouvel in
1987.


L'interfaccia di Hands_off prende inspirazione dal modello d'interattività della facciata dell'IMA 'Istitut du Monde Arabe' a Paris, disegnata da Jean Nouvel nel 1987.

Una superficie di diaframmi gestiti da sensori; che sia aprono e chiudono a secondo dell'intensità della luce esterna, in modo da ottenere una illuminazione costante all'interno dell'edificio.

Ho visto funzionare questa superficie 13 anni fà in un giorno di luce intensa, quando una nuvola passo d'avanti ed oscuro il sole con grande rapidità, i diaframmi iniziarono ad aprirsi con una progressione veloce simulando una specie di onda (visiva e sonora) da una lato altro e nel giro di pochi secondi la facciata era tutta aperta.

Questo esempio di interazione rimase nella mia mente per vari anni, nel 1998 poi mi ritrovai a poter mettere in pratica tecnicamente questo modello di onda visivo/sonora sul progetto
Hands_off.
Il modello di programmazione era stato concepito
a Fabrica in un workshop con gli ANTIROM, nel gruppo di lavoro insieme a Domitilla Biondi ed Andrea Zampiva, che scrissero la programmazione in lingo con il prezioso aiuto di Andy Cameron.

Questo modello però aveva dei 'bug' di programmazione e nell'interattività questa onda progressiva lasciava aperti alcuni moduli con l'ultimo frame visibile. Come si vede nelle immagini qui a destra. Questo fattor allontanava il modello d'interazione di Hands_off da quello dell'IMA.

Capitando a Parigi a distanza di qualche anno, riscontro che anche nella superficie dei diaframmi
dell'IMA, c'era qualche modulo che restava aperto dovuto a problemi tecnici sul funzionamento dei sensori.

Sorrisi nel pensare, che 2 strutture simili una reale ed una virtuale avessero avuto simili problemi tecnici.