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New Alphabet Wim Crouwel e la tipografia sperimentale.

Così titola la tesi Paolo Palma, giovane grafico diplomato all’Isia di Urbino, concentrando nel titolo lo sforzo di contemplare in uno studio metodico e rigoroso tutto ciò che ruota intorno al New Alphabet di Wim Crouwel.
Relatori della tesi sono Massimo Dolcini, Bruno Bandini, Giangiorgio Fuga. Correlatore esterno Leonardo Sonnoli con l’intervento di Sergio Polano, David Quay che ha scritto l’introduzione e lo stesso Wim Crouwel che ha scritto la prefazione.
La ricerca è stata condotta con rigore e con una precisione certosina per abbracciare tutta la tipografia sperimentale. Palma ha raccolto un numero impressionante di materiale, per testimoniare la storia della sperimentazione sul carattere di tutto il novecento e in particolare, nella seconda metà del secolo. La tesi è una raccolta completa e dettagliata dello studio e della ricerca di Wim Crouwel, il grafico olandese che ha sperimentato un carattere tipografico d’avanguardia capace di rivoluzionare il concetto stesso di scrittura.
Il New Alphabet è considerato uno degli esperimenti più interessanti della tipografia nella seconda metà del ventesimo secolo. Tanto da indurre Crouwel a interrogarsi sull’influenza che la macchina ha sull’uomo e lo s’intende bene dalle sue parole: «la macchina deve essere accettata come un dato essenziale, se vogliamo far fronte alla necessità della nostra epoca. La quantità di informazioni che deve essere stampata ogni giorno, necessariamente, è cresciuta a tal punto che la meccanizzazione è indispensabile [….] ma le lettere non si sono evolute con le macchine. L’alfabeto non convenzionale qui illustrato va veramente inteso come un passo iniziale in una direzione che può probabilmente essere sviluppata con altre ricerche».
Nella tesi, che comprende un’intervista con Crouwel e molti suoi scritti, Palma lascia che siano proprio le parole del grafico olandese a spiegare com’è nato questo nuovo alfabeto: «il new alphabet nasce in seguito a una mia visita alla Drupa, la celebre fiera tedesca sui procedimenti di stampa. Ci andavo ogni anno con mio padre, che era uno stampatore e designer. Nel 1965 ho visto la mia prima macchina compositrice elettronica: quel macchinario produceva un’orribile garamound digitipe e pensavo fosse davvero una follia. Poi ho scoperto il funzionamento della digiset e, alla luce di questa nuova conoscenza, ho iniziato a progettare un mio sistema caratterizzato da linee orizzontali e verticali con angoli smussati a 45°. Questo è ciò che permette di ingrandire e rimpicciolire il carattere senza che vi siano distorsioni. Per evidenziare ciò, nel libro ho ingrandito un garamond corpo 6 per dimostrare cosa succede quando lo si paragona ad un garamond corpo 24. è completamente diverso. Appena il quadrat-pint è stato pubblicato sono stato invitato ovunque: per due anni ho viaggiato come un matto… il New Alphabet non si poteva usare per tutte le cose. La mia idea è stata quella di progettare il carattere in sè e la griglia di base. Di fatto, però poteva spesso risultare poco leggibile: infatti, osservando un blocco di caratteri si vede che lo spazio tra due parole risulta inferiore a quello che a volte si può avere tra due lettere della stessa parola».
L’esempio di applicazione del New alphabet è rappresentato dalla copertina di Linea Grafica. Crouwel riteneva che il carattere, da lui ideato, fosse uno spunto per discutere sullo sviluppo della tipografia e sulla sua evoluzione nell’era del computer. Crouwel accettò di usare il new alphabet solo due o tre volte negli anni ’70. Una di queste fu proprio la copertina di Linea Grafica numero luglio-agosto.
Lo studio sul disegno della lettera porta Crouwel ad avanzare proposte di educazione alla scrittura e all’ortografia; si legge nella tesi: «per come la vedo io educazione significa aiutare un essere umano a trovare una forma personale di espressione attraverso la scrittura. Non significa insegnare i caratteri esistenti». (Wim Crouwel)
La tesi di Palma è un contributo alla storia della sperimentazione tipografica olandese ripercorrendo le tappe e analizzando le fasi con estrema cura.
Per uno studio più completo Palma ha lasciato ampio spazio anche alle critiche che furono rivolte al new alphabet di Crouwel: «perché un nuovo alfabeto? Ci si riferisce all’impresa di Crouwel come una "proposta per un nuovo carattere tipografico più adatto rispetto a quelli tradizionali per il sistema di composizione a tubo catodico". Questa definizione non è esatta. I caratteri sono quasi sempre tracciati meticolosamente e le imperfezioni umane che contengono sono fonte di fascino e particolarità nonostante rendano poi necessarie correzioni ottiche nel processo di composizione. Tale compito di correzione può naturalmente essere risolto in parte da una macchina. La precisione dell’occhio umano coniugato al senso estetico non potrà mai essere sostituita da un processo meccanico».

New Alphabet Wim Crouwel e la tipografia sperimentale
È stampato su carta Scheufelen Job Parilum da 170 g/mq. Una carta patinata e di qualità, dotata di un matt profondo che rende la densità del colore e che valorizza i tracciati e lo spirito grafico dell’intero progetto.

Valentina Ciannamea





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New Alphabet
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e la tipografia sperimentale

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The Origins of Things: Sketches, Models, Prototypes
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